Vini Principe Pallavicini - Vini rossi, vini bianchi e vini dolci del Lazio Vini italiani DOC e IGT del Lazio

 
 
 

 
 
 
 

 
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Rassegna Stampa

 
 
Conoscere il vino – Il sole 24 ore

Stillato 2006 - Passito di pregio prodotto vinificando in purezza uve selezionate di malvasia del Lazio, detta anche puntinata, lasciate appassire direttamente sulla pianta fino ad ottobre inoltrato. Lo Stillato riflette tonalità dorate con sfumature ramate e offre profumi inebrianti e fini, che rimandano a note di miele d'acacia e mandorla, scorze d'arancia candita, albicocca secca e soffi iodati e minerali. Al palato le sensazioni dolci, calde e cremose trovano il giusto contrappunto in un'acidità fresca e vibrante, e nel delizioso quadro aromatico che ripropone fedelmente i profumi olfattivi. La caratteristica nota amaricante di mandorla, tipica della varietà diventa protagonista nel finale. I vigneti dei Principi Pallavicini sono collocati sui pendii vulcanici dei colli romani.


www.oliovinopeperoncino.com – di Franco Santini - 29/09/08

Lo Stillato 2006 di Principe Pallavicini è un passito laziale ottenuto dalle pregiate uve Malvasia Puntinata o Malvasia del Lazio (da non confondere con la più "commerciale" Malvasia di Candia).
Da anni fa incetta di premi e riconoscimenti, a testimoniare l'ormai assoluta costanza qualitativa e la piacevolezza di questo delizioso nettare.
Il colore è quello tipico della tipologia: un colore ambra brillante ricco di sfumature dorate.
Al naso è spettacolare: note di uva passa, fico e albicocca secca, dattero, miele, vaniglia, frutta tropicale matura, il tutto in un quadro di perfetta armonia e pulizia. In bocca ha un attacco dolce e morbido, mai stucchevole, con una struttura liquida e palpabile. Il finale è persistente e torna l'albicocca secca, l'uva passa e il miele che avevamo sentito anche al naso.
Da leccarsi i baffi se sorseggiato su crostate e pasticceria secca!


FOOD & BEVERAGE – di Stefania Vinciguerra
        "Poggio Verde 2006"

Siamo di fronte al prodotto base della rino­mata azienda castellana dei Principi Pallavicini, un Frascati Superiore che fa ben sperare sul futuro della denominazione più tradizionale del Lazio. Se un "semplice" Frascati può essere così buono, tutta la denominazione può lavorare sulla qualità e tornare a occupare quel posto, nel cuore dei romani, dal quale era uscita a causa dei vini prodotti negli ultimi decenni, a dire poco privi di personalità. Il Poggio Verde è prodotto con il classico uvaggio della zona: malvasia di Candia per il 50%, malvasia del Lazio, trebbiano toscano e poi gli antichi vitigni greco bianco e grechetto. E vinificato con l'uso della tecnica del freddo e matura in vasche d'acciaio. Il colore è giallo paglierino chiaro dai riflessi verdolini, il profumo, di buona ampiezza, è fruttato e floreale insieme e al gusto rimane asciutto e fresco, pulito e di gradevole persistenza.

Temperatura di servizio ottimale: 10-12°C - Abbinamenti: antipasti di mare anche con crostacei, risotti con pesce e verdure, latticini freschi. - Da provare con la minestra di farro e fagioli. - Prezzo medio in enoteca: 7,50 euro - Reperibilità: buona


La Repubblica – 5 Giugno
        "Il miglior rosso del Lazio? Sarà il Casa Romana '06"
        di Luciano Di Lello

Il lavoro che Mauro De Angelis porta avanti da 14 anni nelle vigne sta dando frutti sempre più importanti, che fanno ormai di questa azienda una sorta di avanguardia, in particolare sui vini rossi.
Avevamo parlato negli scorsi anni della notevole suggestione del Soleggio, un uvaggio bordolese dall'imbattibile rapporto qualità-prezzo. Con la maturazione degli impianti e da una costola di questo uvaggio nasce con la 2006 il Casa Romana, che sarà posto in vendita nei prossimi mesi e che nei nostri assaggi si staglia come miglior vino rosso del Lazio, con note preziose di frutti di bosco pieni, intensi, sontuosi.
Vino di masticabilità assoluta, nonostante l'importanza e la complessità del suo impianto gustativo.
Magnifico ed imperativo però anche l'altro grande rosso aziendale il Moroello'05 che supera in eleganza e finezza, bellezza e impetuosità di frutto sia la vendemmia '03, che ne aveva segnato l'esordio, che la '04.
Ma nel pacchetto di mischia aziendale abbiamo uno splendido Stillato 'O7, vino finale in cui le note di frutto tropicale si mescolano all'appetitosità di fichi e datteri appassiti in un equilibrio gradevolissimo, confermandolo come uno dei migliori vini dolci del centro Italia.


Bere Dolce 2008 – Le Guide di Cucina & Vini

Lo Stillato inizia la sua relazione con le nostre guide con l'edizione 2005 di Bere dolce e poi non ha mai mancato un appuntamento, rivelando sempre un ottimo livello produttivo. Il vino di quest’anno è però più convincente di quello assaggiato nella passata stagione e manifesta una maggiore polpa, rilevabile nelle tonalità del naso più dolci e golose che nella passata stagione e nelle rotondità gustative vivaci, appoggiate su una migliore tessitura. Nel bicchiere il vino si offre giallo dorato con riflessi ambrati; al naso e ancora compresso (probabilmente a causa della gio­ventù), per poi lentamente aprirsi a dolcezze di va­niglia e speziature di zenzero, accompagnare da to­ni di frutta secca, con fichi e datteri in primo piano, marron glacé, albicocca, pesca, banana, tamarindo, pasticceria alla crema, mandorla in confetto.
In bocca il vino è subito più convincente, morbido, equilibrato, sostenuto dalla freschezza che lo rende di buona bevibilità e da un corpo che fonde l’esuberante no­ta alcolica. Il retrolfatto è tutto giocato su toni di agru­mi dolci, frutta secca e pasticceria, attraversati da una fresca nota minerale. Proponetelo in compagnia di un millefoglie al piatto, con chantilly ai marroni.
3,5 sfere


Vitigni autoctoni del Gambero Rosso 2008 180 vitigni 478 vini

L'Azienda della famiglia Pallavicini conta 80 ettari vitati in Colonna e nella zona di Cerveteri, con una cantina che è anche attrezzata per ospitare gruppi di appassionati ed organizzare vari eventi di degustazione. Lo Stillato '05 è un eccellente passito di sola e pregiata malvasia puntinata, dal complesso bouquet che unisce la penetrante freschezza della lavanda in fiore alla pienezza dell'albicocca candita, mentre al palato è fitto, pulito e di lunga e piacevole aromaticità.


DiWineTaste numero 53 Giugno 2007
        www.diwinetaste.com

Soleggio 2004
Punteggio: Vino eccellente nella sua categoria
Soleggio si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena e mirtillo seguite da aromi di ribes, prugna, violetta, vaniglia e carruba. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena e mirtillo. Soleggio matura per 12 mesi in barrique. Alcol: 13,5% - Abbinamento: Stufati di carne con funghi, Carne alla griglia, Carne arrosto

Moroello 2004
Punteggio: Ottimo
Questo vino si presenta con un colore rosso rubino intenso e sfumature rosso rubino, poco trasparente. Al naso esprime aromi intensi, puliti, gradevoli e raffinati che si aprono con note di amarena, prugna e ribes seguite da aromi di mirtillo, cannella, peperone, violetta, tabacco, vaniglia, cioccolato e mentolo. In bocca ha buona corrispondenza con il naso, un attacco tannico e comunque equilibrato dall'alcol, buon corpo, sapori intensi. Il finale è persistente con ricordi di amarena, prugna e ribes. Moroello matura in botte. Alcol: 14% - Abbinamento: Carne arrosto, Brasati e stufati di carne, Formaggi stagionati.


Bibenda Aprile 2007 – Malvasia per Malvasia

Da uve appassite e selezionate arriva questo vino dolce di grandissima eleganza. Oro tenue, bellissimo e cristallino. Profumi eleganti di miele, albicocca, susina gialla, con tocchi iodati e minerali che impreziosiscono il quadro d'insieme, rendendolo particolarmente affascinante. Non vino di potenza, quindi ma di finezza e di soupless, che anche al gusto ci regala equilibrio e moderazione. Dolce e fresco, conclude con un'interminabile scia. Cinque mesi di sosta in acciaio - 91 punti.


Bere Dolce 2007 – La Guida di "Cucina&Vini"

Onore al merito per questa bella azienda di Colonna, in provincia di Roma, che ha puntato senza compromessi soprattutto sulle varietà tradizionali e autoctone del centro Italia. Tra queste spicca la malvasia puntinata, uva storica della campagna romana, di alto pregio sia perla sua carica aromatica, di gran lunga superiore alla più neutra malvasia di Candia, sia per l'attitudine a “ospitare” le spore di botrite. Venendo al millesimo 2005 dello Stillato, scopriamo un vino dal colore ambra chiaro poco luminoso. Il naso, di buona intensità, si presenta fresco e accattivante per le iniziali note dolci fruttate e floreali di acacia, violetta, camomilla, agrumi, albicocca, ananas e banana, quest'ultima anche disidratata, accompagnate da nuance vegetali di sambuco e salvia. L'ingresso in bocca è abbastanza equilibrato, dolce e fresco anche se nel prosieguo della fase alcol e acidità si fanno sentire non perfettamente fusi, tendendo ad asciugare un po ' il palato. Al retrolfatto l'assaggio è dapprima coerente poi, in seguito alla latenza gustativa appena descritta, tende a chiudersi su note vegetali.
Ideale con una bavarese di albicocche e granella di nocciole – 3 sfere.


Il Mio Vino - Aprile 2006

La nobile famiglia Pallavicini ha sempre avuto un occhio di riguardo per le proprie terre vocate all'agricoltura. Infatti i vigneti di proprietà di questa azienda sono situati in una delle migliori zone del Lazio per la coltivazione della vite. Da un'attenta selezione di malvasia del Lazio che viene anche chiamata malvasia puntinata, nasce questo vino dolce dal bel colore dorato intenso quasi ambrato con riflessi brillanti. I profumi soni intensi e gradevoli con sentori di mandorla e crema pasticcera non invadenti ma eleganti con un finale che ricorda il miele di acacia. In bocca ha una buona acidità che lo rende un vino dolce ma non stucchevole con piacevolissime note finali di zucchero filato e caramello. E? uno dei pochi dolci italiani che è riuscito a colpire la nostra attenzione per la sua semplicità e la sua gradevolezza. Ottimo sotto tutti i punti di vista. Un piccolo consiglio è quello di cercare di berlo leggermente sotto temperatura a circa 12 gradi.


Vini d'Italia 2007

Grazie a un prezioso lavoro quotidiano di miglioramento strutturale e produttivo, questa nobile cantina castellana riguadagna di slancio la scheda grande, mettendo in fila una serie di interessanti e talvolta pregevoli etichette. La propulsione viene dalla crescente convinzione della famiglia Pallavicini e dal costante impegno di tre importanti figure: il saggio enologo Carlo Roveda, il tenace agronomo Mauro De Angelis e l'infaticabile "ambasciatrice" Giovanna Trisorio.
Oggi l'azienda conta 80 ettari vitati in Colonna e nella zona di Cerveteri, è anche attrezzata per ospitare gruppi di appassionati ed organizzare vari eventi di degustazione. Parliamo subito dei rossi, partendo dall'elegante Moroello '03, da sangivoese grosso e merlot, che ricorda visciola e tabacco fresco al naso, con palato corposo ed armonico e dal finale appena asciutto. D'altro tenore l'Amarasco '03, dove l 'impronta del cesanese maturo dà sentori profondi di confettura rossa e il gusto è di notevole spessore e lunghezza. Spicca tra i bianchi il Pagello '05, da uve greco, grechetto e falanghina, che sprigiona chiare note agrumate al naso e si conferma piacevolmente fruttato al palato; meno ricco ma fragrante ed espressivo appare La Giara '05, una delicata malvasia puntinata in purezza. Tipico e convincente il Poggio Verde '05, dal finale schietto e floreale. Chiudiamo con quello che sta diventando l'alfiere aziendale, lo Stillato '05, un eccellente passito di sola e pregiata malvasia puntinata, dal complesso bouquet che unisce la penetrante freschezza della lavanda in fiore alla pienezza dell'albicocca cantina.


Duemilavini 2007

I Pallavicini hanno offerto ancora una volta una prova inappuntabile e i prodotti del millesimo 2005 sono davvero i più convincenti. Questo anche per l'andamento climatico del 2004 che nella zona ha creato problemi i al compimento delle giuste maturazioni fenoliche e ha fatto sì che il Soleggio e La Cavata (che si avvarrà di una sosta più lunga in legno) si concedano altro tempo per affinare le proprie iniziali asperità. Ottimi i bianchi, soprattutto dal punto di vista dei profumi. Menzione a parte per lo Stillato, una versione formidabile che in fase di appassimento ha subito una cernita dei grappoli più selettiva e severa, raggiungendo così un elevato grado di aromaticità e piacevolezza.

STILLATO 2005 - 5 grappoli
Si presenta dorato con riflessi ramati. Al naso è ampio e accattivante. Sciorina pregevoli aromi di mosto cotto buccia di mandarino, scorza di arance amare e albicocche appassite. In bocca è caldo, morbido e carezzevole. La dolcezza è ben stemperata dall'acidità e dal l'avvolgente timbro varietale di mandorla amara. Il lungo finale rimanda alla frutta secca. Dopo un appassimento in pianta è vinificato per il 25% in barrique di acacia. Poi riposa 5 mesi in acciaio. Splendido con torta di mandorle.
FRASCATI SUPERIORE POGGIO VERDE 2005 - 3 grappoli
Paglierino intenso e lucente. Fragranti sentori di erbe aromatiche, lavanda e mandorle. In bocca è caldo, pieno, accarezzato da una netta nota minerale. Finale tipicamente ammandorlato. Pesce salsato.
AMARASCO 2004 - 3 grappoli
Bella veste porpora. Toni scuri di sottobosco, amarene sotto spirito e tocchi di radice di liquirizia. L'alcol è un po' esuberante e il tannino fitto e asciugante. Appassimento in pianta e sosta in botte da 40 hI per un anno. Bistecca.
LA GIARA 2005 - 3 grappoli
Paglierino carico. Profumi delicati di ginestra, camomilla, salvia e pesca. Caldo e ben fatto, le componenti dure e morbide si fondono con piacevolezza. Tipica coda ammandorlata. Pasta cacio e pepe.
PAGELLO 2005 - 3 grappoli
Paglierino luminoso. Inconfondibili sentori floreali di acacia e frutta esotica. Prevale una rilevante spalla fresco-sapida. Chiude piacevolmente amarognolo e appena astringente. Per il 25% fermenta in barrique. Pollo al curry.


Bibenda Settembre 2006
"Vino e Gelato, un matrimonio che s'ha da fare" di Daniele Maestri

Stillato 2004 - Non si vive di solo pane e tulipani, intesi non come fiori, ma come tartelettes di pasta brisée atte a conferire struttura al gelato. Per le schegge di cioccolato, utilizzare un criollo delicato e non astringente, guarnendo con panna al profumo di cannella. Col Supercannellino da Malvasia del Lazio è seduzione pura. Tenera e dolce è la notte capitolina.


I Vitigni Autoctoni del Gambero Rosso 2006

La Pallavicini produce etichette assai valide, come il Frascati e i rossi Soleggio, da cabernet sauvignon, e il La Cavata, blend di cabernet, montepulciano, sangiovese e cesanese, ma anche bianchi assai validi da uve malvasia puntinata.
Accanto allo Stillato, una ricca e sontuosa vendemmia tardiva, ecco allora il La Giara ‘04. Dal colore paglierino verdolino brillante, ha profumi di frutta matura dalla mela alla pesca, che virano su note dapprima floreali e poi delicatamente aromatiche. Al palato è fresca e nervosa, propone un fresco fruttato e chiude delicatamente agrumata e, ancora, delicatamente aromatica.


Bibenda Aprile 2006
"I signori del Lazio" di Silvio Governi

Della famiglia Pallavicini si hanno tracce, nel Lazio, sin dalla seconda metà del ‘600. E sarà forse questa immensa confidenza con la regione che ha fatto sì che questa Cantina si attestasse su standard qualitativi davvero ragguardevoli. Impressiona come ad una produzione annua (circa un milione di bottiglie) così elevata corrisponda una costante crescita, non solo numerica.
91/ Stillato 2004 - Colore tra l'oro antico e l'ambra. Il naso sfodera profumi di frutta candita, cedro, miele d'acacia, scorzette d'arancia. In bocca è caldo, morbido e, come tutti i grandi vini dolci, possiede un'adeguata acidità che ben sostiene la sua grande struttura. All'appassimento su pianta delle uve, segue la fermentazione tra acciaio e barrique di acacia. Semifreddo al torroncino.
90/ Moroello 2003 - Profonda coltre rosso rubino, unghia ancora leggermente violacea. Naso di grande eleganza e originalità. Pur evidenziando un notevole potenziale evolutivo ancora non del tutto espresso, si offre già di grande complessità caratterizzata da note fruttate di mora, amarena, mirtillo nero, che si aprono, poi, verso toni minerali, speziate di pepe nero, e un leggero ricordo di menta. In bocca è carnoso, sapido e con una rotonda e nobile tannicità. Vino strutturato, lascia nel finale un'ampia sensazione fruttata e speziata. Le uve provengono da vigneti che l'azienda possiede a Montetosto nella bassa Maremma. Maturazione in botte grande. Da provare su brasato con cipolle e sella di capriolo.
87/ Soleggio 2003 - Rosso rubino fitto. Profumi vegetali e scuri di sottobosco, more, ribes, macchia mediterranea e ginepro; sensazioni minerali e balsamiche. All'assaggio risulta profondo, morbido carnoso. L'estrazione tannica è ben fatta e nel finale sorprende una gentile freschezza. Chiusura lunga ma leggermente asciugante. Barrique di 1° e 2° passaggio. Anatra all'arancia.
86 / Poggio Verde 2004 - Paglierino con sfumature dorate. Profumi in perfetta coerenza con le caratteristiche varietali della Malvasia: biancospino, mandorla, pera, dolci a pasta frolla. In bocca è segnato da un'importante verve acida e salina. Una sensazione di morbidezza lo rende equilibrato e lo sostiene fino ad una lunga chiusura. Solo acciaio. Risotto alla zucca.
83 / Amarasco 2003 - Rubino brillante. Profumi intensi per questo insolito cesanese, le cui uve subiscono un appassimento in pianta prima di essere vinificate in acciaio. Un timbro vegetale iniziale lascia spazio ad una speziatura in pepe nero e anice stellato. L'attacco muscoloso evidenzia tutto il suo tenore alcolico ed un tannino ancora verde ma fine, Faraona ripiena di prugne e castagne.


Breviario dei vini 2006 di Carlo Cambi

STILLATO - Giudizio: 89
La famiglia Pallavicini possiede una delle più dinamiche aziende vitivinicole della regione, che contribuisce a mettere in risalto la qualità delle uve autoctone locali.
Splendido lo Stillato, vino da dessert da Malvasia Puntinata in purezza; buoni anche La Giara e l'Amarasco. La cantina si raggiunge tramite la A1 Roma-Napoli, uscita Monte Porzio Catone, poi proseguendo sulla provinciale per Frascati. Caratteristiche organolettiche: di colore giallo dorato molto carico, il vino ha un naso piuttosto aromatico con note dl agrumi, pesca, cannella e tantissimo miele d'acacia. In bocca è piacevole, fresco e pulito, con un ritorno degli agrumi e anche della frutta tropicale, ma il vino si qualifica per una dolcezza e una ricchezza gustativa davvero fuori dal comune.
Abbinamento consigliato: vino da meditazione, ma va bene anche con una crostatina alla frutta, con del foie gras o del gorgonzola naturale.


La Vinium - Maurizio Taglioni

Un vitigno, il cesanese, molto sensibile alle caratteristiche del territorio nel quale è allevato (altitudine, composizione del suolo, distanza dal mare e clima più in generale) ed altrettanto sensibile all'andamento climatico delle annate di produzione. Un vino, quello che si ottiene, con caratteri molto spinti di esclusività, unico di anno in anno, ma sempre contraddistinto dal suo colore rosso rubino tendente al granato con l'invecchiamento, dai caratteristici profumi di violetta e di visciola, che nelle migliori annate tende all'amarena sotto spirito. L'Amarasco, vino delle cantine Pallavicini, è ottenuto da uve cesanese in purezza appassite al sole per circa un mese, provenienti da un unico vigneto dei Castelli Romani, posto a 250 metri di altezza lungo le pendici dei coni vulcanici della zona, su un terreno ricco di ciottoli, mediamente calcareo: condizioni ottimali per l'allevamento del cesanese. Dopo l'annata d'esordio, la 2002, contraddistinta dai profumi tipici del cesanese che sembravano emergere da un sottofondo lievemente vegetale, l'annata 2003 cambia completamente registro, avendo goduto di un'insolazione che gli ha permesso di esprimere al massimo le peculiarità del vitigno d'origine. Troviamo un vino cristallino, di buona concentrazione, cromaticamente ben impostato, dal colore rosso rubino ancora vivace, che si muove compostamente nel calice lasciando sulle sue pareti lacrime larghe e grasse che scendono lentamente.
Immediati all'olfatto, i riconoscimenti di visciola sotto spirito, di nocciolo di ciliegia matura, di tamarindo e piccoli frutti di bosco laccati, sottilmente esaltati da note di violetta candita, noce moscata e menta. Al gusto assume spessore eccezionale, passo morbido e vellutato, contrappuntato da polpa e tannino di caratura superiore. Il corpo evidente ed il fiato alcolico sono magistralmente bilanciati dalla buona acidità e dalla sapidità succhiata dai territori vulcanici sui quali l'uva nasce, cresce e matura. È entusiasmante la finezza di questo Amarasco, lusinghiera la sua dolcezza, lunga la progressione in un finale persistente, lievemente ammandorlato, tendente all'eccellenza assoluta. Un vino armonico e coerente, dalla scelta del nome sino alle ultime sensazioni fornite, che si abbina perfettamente a carni rosse aromatizzate e/o spaziate, cacciagione e formaggi a media o lunga stagionatura; servito a 16-18°C circa, in calici di media ampiezza. In virtù delle sue caratteristiche, non disdegna di essere sorseggiato anche come vino da meditazione, in quest'ultimo caso a temperatura ambiente.


Vini Buoni d'Italia 2006 - Mario Busso & Carlo Macchi

L'Azienda Principe Pallavicini fa il suo primo ingresso in guida con due bellissimi vini: L‘Amarasco 2003, un Cesanese in purezza e lo Stillato 2003, un passito di Malvasia del Lazio. Il primo, un rosso con carattere da vendere, ci ammalia con profumi di frutta morbida e matura come la prugna e la pesca. In bocca ha una struttura poderosa, ma nonostante ciò riesce a rimanere molto beverino. Lo Stillato ci appare di una calda tonalità ambra con qualche venatura di grigio. I profumi ricordano i marron glacées e le albicocche secche, e l'entrata in bocca è ottima, davvero da grande vino.
Solo le note di legno un po' ingombranti e l'acidità bassa per il suo livello zuccherino, frenano un punteggio altrimenti più entusiastico.


Il Buon Vino - Carlo Cambi

Quando si dice che i vini assomigliano a chi li produce c'è chi resta scettico. E allora varrebbe la pena conoscere la Principessa Maria Camilla Pallavicini dopo aver degustato una delle sue splendide bottiglie. Sono vini eleganti, solari, di classe, capaci di stare con il colto e l'inclito. E chi pensasse a bottiglie dai prezzi iperbolici sarebbe in fallo. Queste splendide tenute che abbracciano alcuni dei punti più belli della campagna romana, Cerveteri e Labico tanto per dirne due, hanno un'antichissima nobiltà ... Ma c'è stato anche in questa bellissima azienda un cambiamento radicale: vigneti reimpiantati, riscoperta delle uve autoctone come la Cesanese e le Malvasie, conversione di tutti gli impianti ad un progetto di assoluta qualità: se prima questa ero una cantina del Frascati oggi è una cantina della nostra migliore produzione vinicola. Poggio Verde incontro di Malvasia Puntinata, Greco e Malvasia di Candia che fa la parte maggiore nell'uvaggio. E' vino di grande piacevolezza. Al naso offre sentori di cassata, un soffio floreale che ricorda il giglio. Al palato è fine e di nerbo al tempo stesso, ben sostenuto da acidità nel finale. Solare.


Bere dolce 2006 - Le Guide di Cucina&Vini

La famiglia Pallavicini gestisce la tenuta dalla metà del Seicento, e sebbene l'amministrazione sia ora nelle mani della società Saita, che segue anche altre attività agricole parallele, partecipa sempre attivamente ai lavori dell'azienda. Apprezzabili i risultati, soprattutto rispetto allo standard del Lazio, come dimostra il punteggio della nostra precedente guida nei confronti dello Stillato 2003. Un buon vino prodotto da uve malvasia puntinata, appassite in pianta per circa 20-30 giorni, e in parte fermentate in barrique d'acacia. L'assaggio dell'annata 2004 purtroppo risulta meno interessante. Nel bicchiere si presenta di color ambrato. Il naso fresco, intenso ed abbastanza persistente, offre una piacevole armonia di toni fruttati e vegetali in un'evoluzione che passa dall'albicocca, alla pesca, all'uva spina, alla mela, alla pera, alle note di erbe aromatiche di macchia mediterranea, come il timo, la salvia e la santoreggia, tra le quali si insinuano delicate percezione di ginestra e di acacia. Disturba leggermente l'aggressività delle note alcoliche. La bocca di dolcezza misurata e calda, rivela un corpo non abbastanza forte per una spalla acida così decisa.
Mentre il retrolfatto esordisce in complicità con i sentori fruttati del naso, per poi stringersi su toni di erbe aromatiche, tè e carcadè. Può accompagnare bene uno strudel di noci.


Guida al Vino Quotidiano 2006 - Slowfood

Pagello 2004
Frutto di un taglio azzeccato di uve greco, grechetto e falanghina (lavorata in legno di acacia), selezionate nei più pregiati vigneti di proprietà, si inserisce nella schiera dei bianchi di alto rango. Il colore è dorato e maturo, il naso è ricco e pungente nei richiami agrumati, con fini note di rosa, al palato è morbido in entrata, di buona consistenza e struttura, sviluppandosi con grazia nel finale.


Guida ai Migliori Vini d'Italia 2006 - D'Agata & Comparini

Stillato 2004: 87 punti
Molto buoni i vini dell'azienda, su tutti il Pagello ed il Soleggio, ma soprattutto lo Stillato.
Il nome della varietà (puntinata) in etichetta è un mio merito (li ho convinti ha scrivere Puntinata, sarebbe più corretto chiamarla Malvasia del Lazio, ma troppe le malvasie nel Lazio e troppi i furbi per poter lasciare le cose come stavano); loro il merito, enorme, di avere creduto in una varietà bistrattata ma di grande qualità, e di averne prodotto un vino dolce tra i più buoni d'Italia. Giallo oro pacioso, ricordi di zafferano, resina, albicocca, e miele, dolce e suadente grasso splendido compagno di bicchiere e di vita.


Il Messaggero - 2/12/2005

Moroello '03 Pallavicini, un grande rosso da selvaggina
Pallavicini, che ha appena sfornato uno dei migliori rossi regionali di sempre, il Moroello 2003: ricco al naso di confettura di amarene e di frutti di bosco, in bocca è denso, articolato, equilibrato, profondo, di classe. Con pollame nobile, selvaggina e cacciagione starà d'incanto.


Annuario dei Migliori Vini Italiani 2006 - Luca Maroni

Moroello 2003: 89 punti
Impressiona il suo blocco di frutto, quasi più olfatto che al suo nero, impenetrabile aspetto. Un frutto vivo, massivamente tannico, che in persistenza perdura per ore. Veramente un vino di consistenza imperiosa, le bacche nere e presenti in massa (ribes sulle altre) si trovano affiancate ad una voce altrettanto massiva: le spezie.
L'ingresso olfattivo è anzi del legno, menta, anice, sambuco, ventaglio, tra i migliori per dolcezza e ventosità. Un tatto estremamente denso, una trama estrattiva fittissima, segni gustativi della meravigliosa ricchezza e potenza alcolica di questo vino. Esce con coda scintillante di mora e di mentolo, lasciando il palato un po' asciutto per la sua possente vena carnosa. Poi, nell'interminabile finale, è finale, è tutto un venir su, un venir più di morbidezza polposa, balsamica, di dolcezza unguentosa.


"Moroello 03 di Pallavicini, fascino rosso nel bicchiere" - La Repubblica 25 novembre 2005

Carlo Roveda nasce nel Trevigiano e compie i suoi studi di enologia alla scuola di Conegliano.
Negli anni successivi lavora poi presso aziende del Friuli e del Veneto. E il 1998 quando arriva alla Principe Pallavicini, che già da qualche anno ha iniziato un processo di rinnovamento verso vini più importanti e strutturati. Vive così tutti gli anni dinamici di questa azienda che si vanno via via definendo in etichette sicuramente tra le più significative della nostra regione. Nascono così, tra i bianchi, un magnifico Frascati Selezione Verde ed il Pagello, da uve prevalentemente di Greco e Falanghina.
Su tutti infine lo Stillato, una Malvasia Puntinata da grappoli lasciati appassire sulla pianta, che ha dato un meraviglioso vino dolce nella vendemmia 03 e che nellattuale 04 è solo meno opulento e concentrato.
Ma il grande balzo è sui vini rossi, che dimostrano un carattere ed una personalità forte e di sicuro impatto. Abbiamo già detto del Soleggio 03, un Cabernet di eleganza e razza in continuo progresso e dellAmarasco 03 che sperimenta il Cesanese dopo un leggero appassimento. Ma è oggi il Moroello O3 a fare il suo esordio e si tratta di uno dei migliori rossi assaggiati neg1i u1timi mesi (taglio Sangiovese-Merlot) originalissimo nel ventaglio olfattivo con note preziose di particolare fascino ed una bocca vasta, dolce e profonda di frutti di bosco e more mature irrorate di spezie.


Bibenda - ottobre novembre 2005

La malvasia Puntinata è dotata di leggera aromaticità, con dolci ricordi floreali e di mandorla, concorre alla produzione di Frascati e Cannellino, garantendo buoni risultati anche in purezza. Se ne producono anche pregevoli versioni passite.
Stillato 2003: Tra il topazio chiaro e l'ambrato. Sfoggia un aromatico e variegato olfatto con in evidenza miele d'arancio, uvetta e pesche sciroppate. Denso in bocca, ostenta dolcezza attraversata da ottima vena fresco-sapida. A lungo persistente. Vinificazione in barrique di acacia e maturazione in acciaio, Crostata con crema ed albicocche.


"Cucina & Vini" - giugno 2005

La Giara 2004 – Di colore paglierino con vaghi toni verdolini, si presenta al naso fresco e di buona intensità contraddistinto da una bella progressione aromatica che va dai toni floreali al frutto, per chiudere su note vegetali. Riconosciamo dapprima sentori di biancospino, acacia, lavanda, mughetto e rosa bianca, seguiti da percezioni di mela, pesca, banana, cedro, pompelmo, pera, mandorla fresca, fieno e maggiorana, L'ingresso in bocca appare piuttosto severe per un'acidità ancora vivace, che seppur ben sostenuta dal corpo rende l'assaggio non ancora in perfetto equilibrio. Il retro olfatto, decisamente meno ampio del naso, è tutto giocato su note fruttate di agrumi e pomi mediterranei.


"Bere dolce 2005" - Le Guide di Cucina&Vini

Al suo debutto in guida lo Stillato ottiene subito una valutazione tra le più alte nel panorama regionale. Il vino è ottenuto da uve appassite in pianta e vendemmiate alla fine di ottobre, a cui segue una vinificazione con macerazione pellicolare ed una parziale fermentazione in barrique. Prima di essere commercializzato si affina per 10 mesi sulle proprie fecce. Di colore ambra con decisi riflessi arancio mostra nel bicchiere una bella consistenza. Il naso è di media intensità, dolce ed ampio, con aromi di albicocca, pesca gialla matura, pera kaiser, mela cotogna, gelatina di limone, datteri, fichi e mandorle, seguite da note di erbe officinali, burro di arachidi, miele di rovo e nocciole tostate. La bocca è dolce, morbida e fresca, di media struttura, con un buon equilibrio, che solo nel finale si scompone leggermente per delle note alcoliche lievemente disidratanti. Il retrolfatto è meno interessante della via diretta, e ripropone tutte le note di frutta e tostate già percepite in precedenza.


"Guida ai Ristoranti di Roma 2005/2006" - La Repubblica

" ... Lungo l'arco di pochi anni vedono così la luce una serie di etichette che fanno di questa azienda la più importante oggi della nostra regione per i miglioramenti qualitativi in atto. Dal frascati, godibilissimo frascati Poggio Verde, dall'elegante profilo nervoso, ad un Pagello pieno ed aromatico fino al magnifico Stillato '03 (da malvasia puntinata appassita in pianta) di deliziose e dolci sontuosità aromatiche. Ma le due grandi performance sulla vendemmia '03 sono ora il Cabernet sauvignon Soleggio, vino di aristocratica complessità, mai così profondo e lungo e l'Amarasco, che studia le nuove possibilità del cesanese con grappoli posti ad appassire sulla pianta. Ci troviamo così davanti ad un rosso di superba concentrazione, innovativo e splendido sul piano aromatico, ricco di sapori preziosi e potenti, dal lungo futuro."


"Gambero Rosso" Maggio 2005
L'Anno del Super Cesanese


... Ma c'è un altro Cesanese titanico e innovativo alle porte di Roma. L'Amarasco '03 Pallavicini, da grappoli raccolti dopo 30 giorni di appassimento sulla pianta.
Sperimentazione davvero riuscita per un vino concentratissimo già al colore e con un frutto di splendida ponderosità sfaccettata in ampi aromi preziosi.


"Duemilavini" 2005
A.I.S. Associazione Italiana Sommelier, Bibenda Editore.


"Dalla lunga tradizione nella produzione del frascati, l'azienda ha oggi un respiro diverso e ben più ampio. Sono entrati in produzione i vigneti di recente impianto nella zona di Cerveteri, e con la vendemmia 2003 è apparso anche un Cesanese in purezza ad ampliare l'offerta. Pur inseriti in alcune delle nostre più severe batterie di degustazione, lo Stillato '03 (5 grappoli), il Moroello '03 (4 grappoli) e il Poggio Verde '03 (4 grappoli) hanno più o meno sbaragliato il campo, imponendosi per profondità, spessore e verrebbe da dire, "felicità" comunicativa. Nota questa che accomuna tutti i migliori prodotti della cantina con encomio speciale per il magnifico passito da uve Malvasia Puntinata."
... Soleggio '02: 4 grappoli, Amarasco '02: 3 grappoli; Pagello '03: 3 grappoli; La Giara '03: 3 grappoli; Torre Pasolina '03: 3 grappoli; La Cavata '03: 3 grappoli.


"Bibenda" dicembre 2004
Il Dolce Lazio.


La principessa Maria Camilla si è circondata di validi professionisti, e i risultati si vedono. Oltre a un Frascati d'impronta tipica, le soddisfazioni arrivano da Soleggio e La Cavata, due rossi a base Cabernet Sauvignon, il primo in purezza. Nonostante gli espropri sopravvive, delle sterminate tenute Pallavicini-Rospigliosi di un tempo, una considerevole estensione vitata, distribuita in vari appezzamenti tra Roma, Colonna e Cerveteri. Si è rivelata vincente la scelta di valorizzare l'autoctona Malvasia Puntinata, creando un personalissimo "supercannellino", che rimane di non facile reperibilità, malgrado la produzione sia stata incrementata per far fronte alle crescenti richieste.
Stillato 2003 Bianco Dolce Igt - Malvasia Puntinata 100% - 13,5% - 49 10 (0,500).
Oro vecchio con riflessi ambrati, evidenzia variegato bouquet di rosa gialla e ginestra appassita, pesca sciroppata, giuggiole e cotognata, miele di corbezzolo e croccante alle mandorle. In bocca è pieno, quasi grasso per cremosa morbidezza che ripropone frutta secca e stramatura, appena soffusa di vaniglia. Ben strutturato e persistente, è reso inconfondibile da gradevole eco amaricante di artemisia, noce fresca, zucchero dorzo. Parte della massa fermenta e si affina in barrique di acacia sulle proprie fecce nobili per cinque mesi, prima dell'assemblaggio finale. Si addice alla "pupazza" frascatana, preparata alla vecchia maniera, con miele di castagno e fior d'arancio.


"Annuario dei Migliori Vini Italiani" 2005, Luca Maroni.

Soleggio '02: 88 punti
"Mai come quest'anno tocca morbido, avvolgente, rotondo ed armonioso questo vino al sapore. Il suo profumo in precedenza aveva già rilevato la modulazione sul morbido-speziato di questo campione, il suo alternare ben fuse la polpa e la ventosità del rovere di balsamica scadenza. Sempre nette e fragranti al profumo, le impressioni di vivacità e di nettezza del ricco frutto di base. Eccellente la rotondità del gusto, con punte tanniche del tutto sofficemente avvolte nella scadenza, nella pastosità glicerinosa del suo persistente aroma clorofilloso."


"Guida dei Vini Italiani" 2005, Luca Maroni.

"Consistenza in aumento svela il bicchiere Pallavicini, frenato in fragranza dal calore del millesimo. Vini di gran potenza allora, ma sempre ben integri come nel caso del frascati Poggio Verde '03, suo il profumo più terso fra i bianchi. Convincente il dolce Stillato '03, vera crema d'uva passa di polposa ricchezza.
Di rango superiore i rossi: un avvolgente, densissimo Amarasco '02, dalla prugna mentosa, il Cabernet Sauvignon Soleggio '02. Campione da annuario dei migliori il cui frutto, per ricchezza e rotondità, all'eccellenza ancora una volta balsamicamente tende."


"La Repubblica", 12 settembre 2004

"Moroello Diaz Pallavicini nasce a Roma nel '70 e nella nostra città trascorre gran parte del suo tempo, vivendo nell'omonimo palazzo al Quirinale e avvertendo fortissimo il legame con le proprie radici e con tutta la storia della sua famiglia.
Completati gli studi di legge, si occupa dal '97 delle sue proprietà e quindi della tenuta di Colonna che produce da sempre vini di discreto livello. Decide allora di imporre un cambio di passo per arrivare ad etichette dalla qualità totalmente superiore. Ed iniziano grossi investimenti in nuove vigne dalle importanti selezioni clonali, oltre a consistenti miglioramenti nell'intera cantina.
Nell'arco di pochi anni vedono così la luce una serie di etichette che fanno di questa azienda la più importante oggi nella nostra regione per i miglioramenti qualitativi in atto. Dal fragrante, godibilissimo Frascati Poggio Verde '03, dall'elegante profilo nervoso, al Pagello '03, mai così pieno ed aromatico, al giovane, gradevolissimo Torre Pasolina, all'Amarasco '03, in uscita a fine anno, che studia la possibilità del Cesanese con grappoli posti ad appassire (e che può esser foriero di grosse novità per il vitigno). Ma i due risultati più alti sono il Cabernet Sauvignon Soleggio '02, vino di aristocratico equilibrio, importante e complesso. E lo Stillato '03 (da Malvasia Puntinata appassita in pianta) di deliziose e dolci sontuosità aromatiche. Soleggio '02: 4 stelle - Stillato '03: 4 stelle".


Guida "I Ristoranti di Roma 2004/2005" de La Repubblica

"Il tempo giovanile di Maria Camilla Pallavicini è segnato dalla passione per il giornalismo e, fortissima, per la pittura. Lavora per anni così in un'agenzia di stampa, prima di dedicarsi a tempo pieno all'espressione dei colori. Allieva di Oscar Kokoshka a Salisburgo in anni poi di impegno, esposizioni, riconoscimenti. Con la necessità di gestire più da vicino le proprietà di famiglia la sua vita torna a Roma. Tra queste c'è la tenuta di Colonna, dove ha trascorso le vacanze tra l'infanzia e l'adolescenza, con lo storico casale del Bernini e la magia della sua atmosfera. Nella rincorsa al miglioramento qualitativo dell'intera nostra enologia inizia così un programma di nuovi vigneti non più a tendone e su vitigni di più sicura affidabilità. Innanzi tutto nasce il Selezione Verde che anche nel 2002 è uno dei migliori Frascati, nitido, nervoso e piacevolissimo. Molto interessante anche il Pagello 2002 dalla sperimentazione della Falanghina e Grechetto. Ma è sui rossi che si rileva una vocazione che può portare ad un futuro assai importante. Sorprendente il Torre Pasolina 2003, da Petit Verdot più pennellata di Cabernet Sauvignon. Di superiore struttura poi il Soleggio 2001 (magnifico il 2002), Cabernet da tenere d'occhio, sicuro nell'eleganza, di lineare, classica finezza compositiva. Ultima novità lo Stillato 2003, godibilissimo vino dolce da raccolta tardiva di Malvasia Puntinata".


"Il Mio Vino" agosto 2004

Segnalazioni nella rubrica "Vini Bianchi che meritano di essere acquistati" del Frascati Doc Superiore, Poggio Verde '03.


"Guida al Vino Quotidiano"

I migliori Vini d'Italia a meno di 8 Euro, Slow Food.
Stillato '01 – Miglior Vino Qualità Prezzo - La veste colore giallo dorato intenso anticipa un quadro olfattivo elegante e ricco, con riconoscimenti di albicocca secca, miele, uva passa, ginestra, vaniglia e agrumi canditi. Il palato regala sensazioni di grande piacevolezza, con le note morbide e la vivace spina acida perfettamente equilibrate. Coerente e godibile la rispondenza gusto-olfattiva, lungo e convincente il finale.
Pagello '02 – Da un'assemblaggio di greco grechetto e falangina nasce questo vino dal colore paglierino e dai riflessi dorati. Al naso, di media intensità, si colgono note di violetta e lavanda, riconoscimenti di acacia, gelso, banana e mela. L'ingresso al palato sottolinea la dimensione dolce del vino, con le sensazioni di calore e morbidezza equilibrate e ravvivate dalla buona sapidità e da una sostenuta acidità.


"Duemilavini" 2004
A.I.S. Associazione Italiana Sommelier, Bibenda Editore.


Ancora un'annata molto positiva per questa azienda. Davvero omogenea e lusinghiera in qualità media die vini, morbidi e strutturati. Di grande fascino il Cabernet Sauvignon Soleggio '01 (4 grappoli), molto più quieto ed elegante rispetto alla versione precedente, e di estrema finezza la Malvasia Puntinata Passita Stillato '01 (4 grappoli), testimonianza eloquente delle potenzialità di quest'uva, la più grande tra le bianche autoctone laziali. Peccato che di questo vino ce ne sia proprio poco. In compenso il Selezione Verde '02 (4 grappoli) figura per il terzo anno consecutivo tra i migliori della sua denominazione.


"Vini d'Italia" 2004
Gambero Rosso & Slow Food, Gambero Rosso Ed. & Slow Food Ed.


La gamma dei vini è ben dosata ed offre tre vini rossi tra i cui si distingue l'ottimo "Soleggio '01" (2 bicchieri) un cabernet dal netto color porpora che beneficia di un anno in legni piccoli e sei mesi di bottiglia per esprimere profumi decisi ed austeri di frutto maturo ed un palato con bella stoffa e struttura, che chiude con un finale speziato. Di buon tono anche La Cavata '01 (2 bicchieri) da uve di cabernet franc e sauvignon, sangiovese e Montepulciano, che sprigiona belle note di mora, pepe e caffè macinato, con un corpo pieno ed addolcito dal legno. Sul fronte dei bianchi, ecco il nitido Selezione Verde '02 (1 bicchiere) fragrante di mela bianca e sapido al gusto, La Giara '02 una malvasia in purezza piacevolmente vinosa e pungente nella vena acida, ed il Pagello '02 (1 bicchiere) da un uvaggio di falangina, greco e grechetto, fine nei toni di agrumi e gelsomino, con bocca elegante e fresca. Si chiude in crescendo con lo Stillato '01 (2 bicchieri), da uve di malvasia appasite sulla pianta, avvolgente nei sentori di pesca gialla e miele e cremoso all'assaggio, pieno e appena velato da tipico ammandorlato fine.


"Annuario dei Migliori Vini Italiani 2004" Luca Maroni

Pagello 2002: punti 88
Favoloso il Pagello 2002, una carezza d'aroma di frutto di sofficità e morbidezza, pressoché perfette.
Soleggio 2001: punti 87
Da Annuario dei Migliori il Cabernet Sauvignon Soleggio 2001, la sua prugna matura, la sua visciola speziata, avvolge polposa e mai amara.


"Gambero Rosso"
"Sud Superstar – I vitigni autoctoni bianchi"

Autore: Ian D'Agata - Gambero Rosso Editore - Luglio 2003


"Stillato '01": 85 punti - Da un'antica azienda in pieno rilancio qualitativo, con alcuni nuovi rossi promettenti, è invece l'ultimo nato, questa vendemmia tardiva di malvasia di Lazio, a suscitare gli applausi più convinti. Rispecchia un'interpretazione più leggera, forse anche più elegante, della varietà vinificata per ottenere un vino dolce. Giallo dorata, naso di pesca, albicocca, e papaia, entra con bella ampiezza in bocca ma chiude con minore dolcezza di quanto sarebbe stato lecito supporre.


"Gambero Rosso"
"I vini dell'Almanacco", Gambero Rosso Editore - Maggio 2003

"Selezione Verde"

Anche la Pallavicini raggiunge quest'anno la mèta dell'Oscar. Merito del Frascati "Selezione Verde"; una selezione compiuta in vigna che ha prodotto un vino dai profumi semplici e fragranti. La Malvasia di Candia e la Malvasia Puntinata compiono egregiamente il loro compito di "sostenere" i profumi del vino. Al palato offre una freschezza e un equilibrio e tutta prova.
"La Giara"
Leggermente aromatico, pulito, è un bianco dalla insospettabile persistenza per un prodotto di questa fascia di questa fascia di prezzo. Di corpo medio, ma non diluito, offre ricordi di albicocca e mela verde. Perfetto come aperitivo, è abbinabile anche a piatti più strutturati a base di carni bianche (o addirittura, come si faceva in zona, con il classico abbacchio a scottadito!). Un vino autoctono alla riscossa, che dimostra come non ci sia bisogno di piantare indiscriminatamente uve più alla moda.


"Mondo Agricolo"
Bere e Sapere - "Tirso recupera vera identità del Cesanese"

Autore: Barbara Mengozzi, Aprile 2003.


"... Il risultato è una gamma di prodotti molto interessanti, caratterizzati peraltro da un validissimo rapporto qualità e prezzo. Ce ne offre una perfetta dimostrazione il Tirso, Cesanese in purezza che si fregia della IGT Lazio. (...) Un bel rosso secco, ben strutturato e di grande equilibrio, dai profumi di spezie e frutti rossi e dal gusto caldo e morbido ..."


"Panorama"
"Questo vino è un nettare (e non è un modo di dire)"

Autore: Luca Maroni, editore: Mondadori - 17/04/2003.


"È il migliore vino italiano di sempre quello in mostra al Vinitaly 2003, la rassegna veronese che chiude i battenti il 14 aprile. L'incremento di qualità dei nostri vini negli ultimi dieci anni non ha eguali nella storia della produzione agricola italiano. In questo periodo in tutte le regioni si è attuato un radicale processo di ottimizzazione dei vigneti e dei sistemi di vinificazione. (...) Il Lazio cresce bene: guidano Colle Picchioni, Castel de Polis e Casale del Giglio, con i suoi validissimi vini in stile bordolese. Fra i nuovi si affermano Poggio Le Volpi e Principe Pallavicini. (...)"


"Annuario dei Migliori Vini Italiani 2003" Luca Maroni.

Cabernet Sauvignon Soleggio 2000: punti 84
Sensazioni: Il rosso bordeaux della sua tinta è intenso quanto acceso: l'esame visivo annuncia un vino ben integro e turgido nei suoi densi estratti. Subito la vivacità la si coglie al profumo: un soffio intenso di balsamico frutto di bosco. Un frutto di potenza alcolica superiore che richiama ora il cassis, ora una nettissima visciola. Molto trasparente al profumo, di ottima integrità ossidativa. Molto dosata la spezia, la si coglie solo amplificare mentosa il profondersi arioso della freschissima dolcezza del frutto. Non la si coglie intaccare fumosa la suadenza del frutto neanche in deglutizione, un campione ben concentrato e potente, eppur morbido e fragrante. Prestante in vigore e souplesse giacché enologicamente sviluppato con impeccabile grazia."


"Guida dei Vini Italiani 2003" Luca Maroni.

"Raro riscontrare in un solo anno progressi così sostanziali in un bicchiere. Ma ciò il bicchiere Pallavicini trasmette: un miglioramento medio complessivo quasi a doppia cifra. Lo afferma proponendo al degustatore due bianchi di integrità enologica e di morbidezza di sapore, assolutamente superiori. Il ricco e denso Pagello 2001 carezza con la sua pera e la sua spessa banana. Il più aereo, il più intenso Selezione Verde 2001 è ad oggi il Frascati enologicamente più integro mai testato, impressiona la sua definizione della uvosa mela verde. Vero profumo. Due rossi di buona polpa e fittezza quindi il fuoriclasse da Annuario dei Migliori Vini Italiani: il Cabernet Sauvignon Soleggio 2000. La sua polposa visciola assai delicatamente mentolata dal rovere ancora freschissima per la sua non comune integrità ossidativa residua, rende al frutto di questo vino piacevolezza e longevità superiori."


"Vini d'Italia 2003" Slow Food & Gambero Rosso.

Soleggio 2000: 2 Bicchieri
"Un grande Cabernet alle porte di Roma. Il Soleggio '00 è un vino di grande spessore, ampio, complesso nelle sfumature di confettura e spezie, persistente. Degno di nota anche il Selezione Verde '01, e la Malvasia '01, sempre migliore e promettente."


"Duemilavini 2003" Associazione Italiana Sommelier.

Cavata 1998: 4 Grappoli
"... L'ingresso al palato è deciso, caldo, morbido, gradevolmente minierale e fresco, con tannino sottile a supporto di un ottimo corpo. Finale lungo, di perfetta rispondenza gusto-olfattiva.
Pagello 2001: 3 Grappoli
"... Naso di media intensità e persistenza con riconoscimenti di gelsomino, buccia di limone e crema pasticcera ..."
Soleggio 2000: 3 Grappoli
Selezione Verde 2001: 3 Grappoli
Vigneto Ponticello 2001: 3 Grappoli
Torre Pasolina 2001: 3 Grappoli


"Vini d'Italia 2002" Slow Food & Gambero Rosso.

"Tra i tutti abbiamo preferito la Malvasia del Lazio '00 … potrebbe aspirare ai due bicchieri, ed il Rosso Riserva '97, ben impostato e di buona complessità."


"Gambero Rosso" Novembre 2002

"Soleggio '00. Un nuovo eccellente rosso del Lazio: è un cabernet sauvignon in purezza... Rosso rubino cupo dai riflessi violacei, naso molto bello di piccoli frutti neri, grafite e tabacco, palato importante, ricco e molto persistente. Ma davvero ottimi anche i bianchi dei Pallavicini, il Frascati Selezione Verde '01 ma soprattutto la Malvasia Puntinata La Giara '01."


"Il Venerdì" di Repubblica 22 novembre 2002.

"... Abbiamo apprezzato la nitida freschezza del Frascati Selezione Verde, e tra i rossi, la pienezza grintosa del Soleggio, da uve di Cabernet Sauvignon."


"La Repubblica" venerdì 20 settembre 2002.

"... nasce il Selezione Verde che è uno dei migliori Frascati in commercio, nitido, nervoso e piacevolissimo. Interessante anche il Pagello dalla sperimentazione della Falanghina e Grechetto. Ma è sui rossi che si rileva una vocazione che può portare ad un importante futuro il Torre Pasolina 2001, da un nuovo vigneto a Cabernet Sauvignon e Franc, è un vino di immediata e fresca godibilità, dagli aromi dolci e nobili, Di superiore struttura è poi il Soleggio 2000, Cabernet da tenere d'occhio, sicuro nell'eleganza, di lineare, classica finezza compositiva"


"Kataweb"

"La Principe Pallavicini, con numerosi ettari a Colonna, alle porte di Roma, ha trascorso anni silenziosi nel reimpianto e nella ridefinizione dei vitigni da utilizzare. Trascorsi i quali però si presenta adesso con un pacchetto d'offerta interessantissimo, molto attento al rapporto qualità-prezzo, e valido sia come vini bianchi, che sono comunque nella storia del territorio, che impensabilmente come vini rossi.
Frascati Selezione Verde 2001 - Voto 81-82
Sin dalla versione 2000 questo è uno dei più bei Frascati degli ultimi anni, con l'autenticità dei vini di vigna e una bella espressione minerale che lo rende sapido e gradevolissimo, bianco di carattere, moderno, nervoso e lungo nella persistenza, di impensabile eleganza, molto ben vinificato, di particolare equilibrio e gradevolezza gustativa.
Torre Pasolina 2001 - Voto 81
È un Cabernet Sauvignon alla sua prima uscita da un nuovo vigneto a filare impostato a fare qualità. Le uve sono state vinificate in vasca inox a temperatura controllata. Il risultato è quello di un rosso prorompente, profondo nel colore, dal frutto intrigante e radioso, vino immediato, tutto da godere nei suoi sapidi aromi dolci, appetitosissimo e pieno, che lascia davvero immaginare quali risultati potrà dare nelle future vendemmie da piante più mature e complesse.
Pagello 2001 - Voto 79-80
È la nuova etichetta di bianco che nasce dalla sperimentazione in azienda del Greco, del Grechetto e della Falanghina. E vino, giustamente, assai diverso dal Selezione Verde, proprio perché si esprime più sulla grassezza e l'alcolicità, con un suo impianto aromatico di erbe, piccoli fiori di macchia e spezie che si va sempre più definendo. Ma ancora più interessante al palato dove la pienezza si fonde alle particolarità aromatiche in un risultato di masticabilità piena.
Soleggio 2000 - Voto 84
Nuova etichetta anche questa, in uscita nel prossimo autunno, e che rappresenta il miglior Cabernet Sauvignon aziendale lasciato maturare nelle piccole botti. Vino assaggiato dunque in anteprima ed ora in pieno affinamento, che si presenta comunque con un naso importante in cui le sensazioni di frutti di bosco iniziano a fondersi alla vaniglia su uno sfondo dolce e nocciolato. Rosso sicuramente interessante, da seguire nelle sue prossime evoluzioni."


"Harpers Supplement Italy", June 2002.

"Yet today's producers homing in on the grape behind the best Frascatis – Malvasia Puntinata – are putting out wines of extraordinary character, perhaps adding Voigner, which seems thrive here. A well- hung Malvasia Puntinata (like Pallavicini La Giara) can develop remarkably Riesling-like quasi-petrolly perfumes which, combined with silky mouthfeel, can make quite experience."


"Vinum", Aprile 2002.

Principe Pallavicini. Quest'azienda vinicola produce a Colonna un'ampia selezione di vini: al primo posto ovviamente il Frascati ma non da meno è il Sangiovese Lazio IGT 2002 (Tiaso ndr), dal bel colore rosso porpora, al palato offre sentori di bacche rosse e ciliegia con note speziate di tostatura."


"La Repubblica", 25 maggio 2002.

"A Colonna la Principe Pallavicini, dopo anni di investimento in nuovi vigneti, esprime oggi etichette di ragguardevole livello, a cominciare dal Selezione Verde 2001, uno dei migliori frascati mai espressi, di esemplare equilibrio, nitido, nervoso, gradevolissimo. Altro interessante bianco è il Pagello. Novità infine il Torre Pasolina 2001, un cabernet sauvignon dal frutto immediato, godibilissimo e prorompente."


"Sunday Business Post" Sunday, October 14, 2001.
"Three to drink with ... stew" by Tomas Clancy.


Rosso Riserva (La Cavata) 1995
This monumental cabernet sauvignon and montepulciano-driven exotica would of course be a classic Super-Tuscan but for the inconvenient fact that it hails from the Castelli Romani Hills just south of Rome. This is a wine thick with sediment that even today needs decanting just to tame it. The nose is ungenerous but the deepest ruby colour will lift the heart. The wash is rich with plum and chocolate notes, the finish warm and very lengthy. This begs for a slow cooked lamb stew where the meat falls apart on your spoon and the potatoes dissolve into a big, meaty broth.



 


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