Delle famiglie Pallavicini italiane la più celebre fu quella che fiorì nel territorio situato fra le città di Parma, Piacenza e Cremona e che fu sovrana, per molto tempo, di un vasto Stato che ebbe come capitale e centro principale la città di Busseto.Un'altra famiglia Pallavicini italiana s'insediò a Genova ma, a differenza di quella emiliana, questa dette i natali, anziché a generali, condottieri e statisti, prevalentemente a prelati e accorti diplomatici.
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È dalla famiglia genovese che si staccò il ramo trapiantatosi a Roma. Nicolò Pallavicini, nato nel 1607, sposò Maria Lomellini e il suo matrimonio fu fecondo di ben ventidue figli, fra i quali: Lazzaro e Stefano. Morì nel 1653. Lazzaro Pallavicini nacque a Genova nel 1602. Venne ben presto a Roma conducendo con sé il fratello Stefano. Clemente IX, il 29 novembre 1669, cioè nel suo ultimo concistoro lo innalzò alla dignità cardinalizia.
Il cardinale Lazzaro Pallavicini aveva sempre avuto una grande passione per le opere d'arte e specialmente per i quadri, dei quali possedeva una cospicua collezione ereditata dal padre Nicolò.
Venuto a Roma con il fratello Stefano e la nipote Maria Camilla, dovette risolvere un duplice problema: quello di una decorosa residenza per sé, per il fratello e per la nipote, e quello di un'idonea sede e sistemazione della raccolta dei suoi quadri.
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Alla sua morte, lasciò tutto l'insieme alla secondogenitura di Giovan Battista Rospigliosi marito di Maria Camilla, ossia al nuovo ramo dei Pallavicini.
Desiderio costante del cardinale Lazzaro era quello di realizzare il matrimonio della nipote, Maria Camilla, con il pronipote di Clemente IX, Giovan Battista Rospigliosi, e creare per i loro eredi discendenti della secondogenitura (ovviamente il primogenito avrebbe dovuto continuare la discendenza dei Rospigliosi) una ricca dinastia principesca che assicurasse il proseguimento della gente Pallavicina trapiantatasi a Roma con lui e con il fratello Stefano. Dopo la morte di Clemente IX, furono celebrate le auguste nozze. I due cospicui feudi che le due famiglie avevano acquistato dai Ludovisi (il Ducato di Zagarolo, da parte dei Rospigliosi, e il Principato di Gallicano insieme con il Marchesato di Colonna, da parte dei Pallavicini), si riunivano nelle persone dei due coniugi in attesa di una successiva separazione prevista dal prossimo arrivo dei loro eredi. Tutto in virtù del fidecommesso (o meglio del diritto di secondogenitura) costituito dal cardinale Lazzaro Pallavicini.
| Il Casino dell'Aurora Pallavicini Presso il Palazzo Pallavicini Rospigliosi, Roma. |
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Dalle nozze di Giovan Battista Rospigliosi, primo duca di Zagaralo e nipote di Clemente IX, con Maria Camilla Pallavicini, figlia di Stefano e nipote del cardinale Lazzaro, nacquero due figli maschi dei quali il primogenito ereditò il cognome, i titoli e le proprietà della Casata paterna, mentre il secondogenito, in attuazione del fidecommesso creato nel 1670 dal cardinale Lazzaro, assunse il cognome dei Pallavicini e fu investito dei relativi titoli e beni. Sembrava che le due Casate fossero destinate a svilupparsi ciascuna per proprio conto.
Ma le cose per almeno due secoli non andarono affatto come si è detto. Fino a quando, nel secolo XIXº, con il secondogenito di Giulio Cesare Rospigliosi Pallavicini si realizzarono le condizioni necessarie per la definitiva separazione delle due Casate.
Don Francesco Pallavicini, figlio di Giulio Cesare Rospigliosi e fratello di Clemente Rospigliosi Gioeni, con il quale i Pallavicini si separarono definitivamente dai duchi di Zagarolo, nacque a Roma il 2 marzo 1828. Nel 1854 sposò la ventenne Maria Carolina Boncompagni Ludovisi, da cui ebbe sei figli, fra cui Margherita, nata nel 1868 che sposò il marchese Mario Misciatelli. Dalle sue nozze nacque Maria Carolina Misciatelli che andrà sposa al nobile francese conte Pierre de Bernis de Courtavel il cui figlio, Guglielmo, sarà rogato Pallavicini ed erediterà tutti i titoli della famiglia.
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Il nuovo principe di Gallicano, don Guglielmo, sposò donna Elvina dei Medici del Vascello di Genova, discendente dal celebre eroe della Repubblica Romana del 1849.
Dal loro matrimonio nacque una sola figlia, alla quale fu posto il nome augurale di Maria Camilla. Guglielmo cadde combattendo eroicamente nell'ultima guerra.
Maria Camilla sposerà, nel 1968, Armando Diaz della Vittoria, nipote del Generale Diaz e, dal suo matrimonio, nasceranno due figli, Sigieri e Moroello.












